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Di seguito un estratto dal Libro ” PRO LOCO DI CONSELVE – MEZZO SECOLO DI STORIA”, realizzazione a cura di Ferruccio Sabbion, noto storico Conselvano:

“Fu nel 1961 che, a Cittadella, Alceste Mazzucco avvertì la presenza della Pro Loco, perciò non fece altro che parlarne con il fratello Ennio, con Vasco Varotto e qualche altro. L’intento era quello di fare qualcosa anche a Conselve, che pareva un paese morto, poiché non c’era alcuna attività di carattere folcloristico e culturale. Perciò si attivarono per ottenere la collaborazione di Tarcisio Peraro, Corrado De Nicola, Orazio Miglioranza e Gino Meneghini, un farmacista che possedeva una notevole carica umana, equilibrata da una distinta intelligenza e da un carattere straordinariamente aperto e sensibile ai problemi altrui. Era sua la pubblicazione di un consistente numero di ricerche storiche, tra le quali: Conselve e il suo territorio (1940), L’Ospedale Civile di Conselve. Sue origini e sviluppo, premiato nel 1942 e poi La farmacia attraverso i secoli e gli Speziali di Venezia e Padova (1946), Conselve dalla fine della seconda guerra mondiale, con breve riassunto storico dalle origini (1958). Ma conservava anche una notevole esperienza come fotografo, poiché un tale compito gli fu affidato durante la Guerra del 1915-’18, tanto che nel 1971 ben quaranta immagini furono scelte per allestire una mostra a Ronchi dei Legionari, nei pressi di Gorizia. Pertanto, all’inizio del 1962, alcuni di loro cenarono a casa di Silvio Meneghesso e discussero sul da farsi, scegliendo la partecipazione di un gruppo di appassionati fotografi e cineamatori. E Varotto, allora dipendente dell’Acquedotto consorziale, con sede nell’ex vecchia stazione, compilò lo statuto e senza rivolgersi al notaio, nel mese di luglio, assieme agli altri inviò ai compaesani le copie ciclostilate. La programmazione comprendeva manifestazioni di carattere culturale, folcloristico e sportivo, ma evitava qualsiasi approccio con la politica. Subito dopo, Ennio Mazzucco, corrispondente del Resto del Carlino, scrisse un articolo illustrante le finalità del sodalizio. Il dott. Meneghini, invece, quando apprese che per iscriversi al comitato delle Pro Loco era necessario versare un contributo, scelse la denominazione Pro Conselve. Ma, come vedremo in seguito, per alcuni decenni alla denominazione Pro Conselve si alternò il termine Pro Loco. Da alcuni anni, il Carnevale si teneva nel comune di Arre, perciò, nella piazza dedicata a Cesare Battisti, Settimo Rizzato detto Botòna, predispose un incontro con i compaesani e con i componenti delle altre associazioni del posto. E fu allora che il gruppo di Arre accettò di affidare l’organizzazione ai conselvani e, alcuni anni dopo la prima sfilata del 1962, i carri allegorici partivano da Conselve e raggiungevano il centro di Cartura, San Pietro Viminario, Vanzo, Tribano e Bagnoli di Sopra. Durante il Carnevale dei 1962, il carro allestito dal gruppo di Arre mostrò un paesaggio africano con un cammello al centro e sopra misero a sedere il gobèto Cìri, non più alto di un ragazzino, ma di un’eccezionale affabilità e simpatia. Lui era la mascotte del gruppo e, siccome frequentavano anche le sagre, una sera si recarono tutti assieme a Cartura e con loro non mancò il gobèto. Per fare uno scherzo ai carturani, lo vestirono come un bambino, con il ciùcio in bocca, quindi lo posizionarono sull’argine della Paltana, vicino ad un orinatoio pubblico e, imitando la voce di un bambino, incominciò ad urlare: Me scampa la pipì! Me scampa la pipì! Mentre passava, una signora di mezza età osservò indignata il gruppo di amici, che posizionati accanto al gobéto ignoravano la sua richiesta. E, siccome lo scambiò per un ragazzino, si avvicinò e lo portò nell’orinatoio, ma dopo un attimo uscì urlando ancora più indignata, poiché ciò che toccò con mano le dimostrò che si trattava di un ragazzino piuttosto anziano. Per certi versi lo possiamo associare al conselvano Adelchi Milani, un invalido civile residente in Bragola, appassionato di pittura e partecipe ad ogni manifestazione organizzata in paese. È sufficiente ricordare la realizzazione di un lungo missile, che usò come un‘automobile in occasione delle prime sfilate di Carnevale. Un’attività ripetuta fino agli anni Ottanta, e oltre, quando gli fu assegnato il primo premio per aver presentato un carro particolare. Per approntarlo, s’era fatto prestare dall’amico Dario Bonollo una specie di rimorchio e sopra allestì qualcosa di simile a una foresta infarcita di uccelli e di piccoli animali imbalsamati, che lui catturava andando a caccia. Sempre nel 1962, Adriano Bononi, Settimo Rizzato e Silvio Meneghesso si attivarono per raccogliere i fondi necessari per allestire altre manifestazioni, mentre Giovanni Chiarlanti, assessore comunale, fotografava gli eventi ed entrava fra gli sponsor. Invece, ogni volta che il gruppo organizzava i concorsi ippici, interpellava il dott. Vittorio Magni e, fra i partecipanti, gli spettatori notarono la ripetuta presenza della figlia di un avvocato di Padova e di alcuni cavallerizzi provenienti da Roma. Mentre, per le gimcane motociclistiche coinvolgevano il dott. Battista Sartori, e il primario Giuseppe Giusti consegnava i premi ai primi classificati. Questi eventi si concludevano con l’assegnazione di alcuni premi, non in denaro, ma in confezioni di pasta, riso, vino, coppe e quadretti, di volta in volta recuperati da Settimo Botòna. Poi fu provveduto al miglioramento dell’annuale Tombola, che fra l’altro vide la partecipazione di un complesso musicale di cinque elementi, con il conselvano Fausto Seren e gli altri provenienti da Santa Margherita d’Adige e da Lusia. Al concerto, titolato Moods e svolto presso il cortile delle Elementari, partecipò un gran numero di spettatori. Un’altra volta invitarono un’orchestra d’origine polacca. Nel cinema-teatro Vittoria ospitarono anche una cantante famosa: Lara Saint Paul, accompagnata da un valido presentatore e, dopo l’acclamata esibizione, si svolse un’asta di quadri. In una successiva edizione della Tombola, per imitare i premi elargiti a Chioggia, misero in palio un’automobile, ma non trovarono il vincitore e allora il ricavato andò in beneficenza. In paese invitarono anche il campione ciclistico Gino Bartali, che tra l’altro visitò la Cantina Sociale, le officine Bertoli… e concluse la serata cenando assieme ai soci della Pro Conselve. Come ogni anno, nel Prà comunale non mancava il luna park e Romano Galvan, marito della giornalaia Giuditta, abituato a portare gli occhiali fumé anche a mezzanotte, si accostò alla giostra a scontri per attendere il passaggio del mediatore di maiali Maffeo Bettonte detto Moretto e, avendo appena mangiato mezza anguria, gli piazzò in testa la scorza. In quei primi anni, alla guida del gruppo si alternarono il dott. Gino Meneghini, Vasco Varotto, Tarcisio Peraro e poi il dott. Michele Fossari fu nominato presidente. Nel 1964, su consiglio di Ennio Mazzucco, fu deciso di ciclostilare un foglietto titolato La Ventata, per diffondere quanto stava organizzando la Pro Conselve e vi aderirono alcuni dipendenti comunali, ma sparì con il primo colpo di vento. Nel frattempo, il Comune aveva assegnato loro una sede ubicata al piano terra del Municipio, al centro della Loza, nel negozio dove in precedenza vendeva cappelli il commerciante Dalla Vigna e, nel gennaio del 1968, chi scrive allestì una prima mostra fotografica personale. Il 26 agosto del 1968, il Resto del Carlino avvisò del terzo concorso fotografico asserendo che aveva superato, per quantità e qualità delle opere presentate, i livelli delle precedenti edizioni. Le opere ammesse al concorso vennero esposte dal 25 agosto all’1 settembre alla Mostra allestita presso le elementari “Leonardo da Vinci”. Per la sezione bianco-nero, il 1° premio e la targa d’oro del comune di Conselve fu assegnata alla foto “La neve” presentata dal Valentino Ghiraldini di Padova; il secondo e il terzo andò alle foto “Meditazione” e “Solitudine” del padovano Antonio Cesaro. Per la sezione stampe a colori: 1° premio alla foto “1920” presentata da Ferruccio Sabbion; 2° premio al dott. Antonio G. Secchi; 3° premio, ancora a Ferruc- 18 cio Sabbion con la foto “Uva”. All’unanimità è stata dichiarata “migliore foto su Conselve” la foto “Riflessi d’acqua” che è stata presentata da Ennio Mazzucco. La Giuria ha ritenuto inoltre meritevoli di segnalazione le seguenti foto: “Scorcio medievale” e “Barca sul fiume” di Giuseppe Gozzi, “Nebbia” e “Notturno ‘66” di Ferruccio Sabbion, “Solo in balia delle onde” di Giorgio Gradella, “Raccolta del fieno” di Valentino Ghiraldini, “Chiesetta di montagna” di Benedetto Suman, “Nino e Gemma” di Adriano Bononi, “Mezzogiorno di quiete” di Giselda de Angeli, “Barche” di Ennio Mazzucco, “Casa di Pescatori”, “La bottega dell’antiquario” e “In riva al fiume” di Gabriella Devoto e “Composizione” di Antonio Secchi. La consegna dei premi avvenne alle ore 22.00 di domenica. Il 28 agosto, il Gazzettino annunciò: Nel quadro delle manifestazioni indette per la fiera, la Pro Loco ha organizzato una mostra di pittura e di disegno, che sarà aperta fino al 1° settembre nella galleria “La Loza” sotto il portico municipale. Contemporaneamente nelle scuole del centro, sarà aperta la mostra dei lavori premiati nel terzo concorso fotografico. Poi elencò i titoli delle foto e i nomi dei premiati già citati. Valutati gli esiti positivi ottenuti durante le diverse manifestazioni, nel mese di ottobre, una quindicina di soci furono invitati a cena presso il ristorante della Rebosola, tra Civè e Monsole, ciascuno pagando la propria quota. L’incontro si dimostrò interessante, poiché ognuno di noi illustrò alcune proposte utili per organizzare le prossime attività e, per rallegrare la serata, Mario Berto detto Mariano raccontò un’infinita serie di barzellette. In occasione del 4 Novembre, assieme a Bononi, Meneghesso, Chiarlanti e, con il materiale fornito dal dott. Meneghini, allestimmo un’interessante mostra dedicata alla guerra del 1915-’18. Nell’agosto del 1969, utilizzando ancora una volta il materiale messo a disposizione da Meneghini e quello prelevato dall’archivio comunale, approntammo una mostra dedicata alla documentazione storica e al materiale usato durante la Fiera e la Tombola. Appena concluse le giornate dedicate alla Fiera d’agosto, il Gazzettino scrisse che tutto finì con lo spettacolo pirotecnico, subito dopo l’estrazione della tombola, vinta da Bruno De Angeli di Tribano e da Paolo Munegato di Cartura. Nel pomeriggio, nelle scuole elementari sono stati premiati dal sindaco cav. uff. Antonio Berto e dal presidente della Pro Conselve dott. Michele Fossari, i vincitori del concorso fotografico. Anche quest’anno le iniziative della Pro Conselve sono andate tutte a lieto fine, con gran soddisfazione dei cittadini e, in particolare, degli organizzatori, tra i quali Adriano Bononi, Ennio Gaia e Ferruccio Sabbion, che più degli altri si sono prodigati, soprattutto per rendere possibile l’allestimento della mostra fotografica, mentre Silvio Meneghesso provvedeva a coordinare le varie iniziative. Forse gli unici a non essere del tutto soddisfatti sono gli sconosciuti che, approfittando dei festeggiamenti, hanno tentato un furto nell’abitazione di Adriano Bononi, nel quartiere San Lorenzo. I malviventi infatti non sono riusciti ad asportare che poche migliaia di lire, e a quanto pare i carabinieri stanno seguendo una buona traccia, per cui è probabile che siano identificati quanto prima. Ma ciò non accadde. Nel dicembre del 1969, l’articolo, Chiamate Conselve 8484, redatto da Alcide Salmaso, direttore del mensile Comunità Conselvana, spiegò: La benemerita associazione è degna di tutto il nostro doveroso plauso. Si tratta di un folto gruppo di volonterosi, generosi, bravi e disinteressati amici che si riuniscono periodicamente per prendere a cuore tutti gli aspetti della vita paesana, in particolare quelli folcloristici, ricreativi, culturali e artistici. Le abbiamo ammirate tante e tante volte queste “sentinelle del buon gusto conselvano”, occupare ad organizzare mille manifestazioni tradizionali ed anche nuove. Certo i loro propositi sono tantissimi. Ma i fondi purtroppo scarseggiano… per cui vale talvolta usare prudenza. Non troppa però perché un po’ di fede nella bontà dei conselvani ci vuole sempre. Comunque giova sapere che la “Pro Loco” non vive solo a carnevale con i carri mascherati, alla fiera con la musica, i concorsi fotografici, le mostre d’arte, ecc., ma vive in mille altri momenti e circostanze della vita del paese, sempre sensibile e aperta a tutte le occasioni di pubblico interesse. Infatti, fra l’altro, non mancò la collaborazione di un buon numero di frequentatori della Trattoria Bar da Nani, ubicata nella cosiddetta Bragola City, dov’era presente un gruppo sportivo, un gruppo folcloristico, l’associazione del Fante, alcuni animatori A.v.i.s. e tutti si vantavano di appartenere alla periferia del paese. Il locale era gestito da Sante, Silvano e Diego Bagatella, tre fratelli originari di San Pietro Viminario, sempre intenti a farne una e pensarne altre cento. E il maestro Arnaldo Bozza precisò che nessuno tornava a casa dalla Bragola senza aver portato con sé qualcosa di nuovo: una notizia, il frutto di una buona conversazione, di un infuocato dibattito, il piacere di aver contribuito ad un gesto di solidarietà, il ricordo di una partita a carte o al biliardo svoltasi in un’aria sempre serena. C’erano anche gli amici contestatori, gli scontenti della monotonia, delle promesse non mantenute, delle opere programmate e mai realizzate, gli scontenti dell’indifferenza e della freddezza verso tanti bisognosi. Forse per questo non rinunciarono alla collaborazione con la Pro Loco, un’associazione che abbiamo già ricordato aperta a tutti e lontana dalla politica. L’occasione più sentita era il Carnevale, con i carri allegorici e i coriandoli, una manifestazione che possiamo definire un allegro evento popolare, durante il quale era d’obbligo mettere da parte i problemi quotidiani e aprire le porte ad un’obbligatoria risata. Ecco allora che grandi e piccini rivivevano le tradizioni locali attraverso i giochi, i laboratori di maschere, i contatti all’insegna del divertimento e dei buoni auspici per il futuro. Da noi, precisò Pina Minelli, il carnevale è ragionevole e sano, è sentito e goduto, è umano ed esemplare. È realizzato con la presenza di famiglie intere e sull’operosità di giovani coscienti. Lo svago del bambino diventa così motivo di distensione per lo stesso adulto. Carnevale caldo, dignitoso e tipico quindi quello conselvano, come in altri paesi più si trova. Da noi né droga, né alcol, né stordimenti orchestrali vengono a turbare la pace serena risvegliando istinti infernali. La nostra allegria è un vero premio perché frutto di una coscienza tranquilla e di una civiltà non ancora corrotta. “Dimmi come ti diverti e ti dirò chi sei”. Sembra un adattamento superfluo. Eppure è così. Il mensile Comunità Conselvana pubblicò un articolo dal titolo: Films di casa nostra, ed esordì affermando che possedere una cinepresa può essere facile; saperla usare tecnicamente anche. Ma a metterla in azione, con arte e buon gusto è un grosso problema. Grazie a Dio c’è della brava gente che sa prendere sul “serio” proprio per puro encomiabile hobby anche questi problemi di raffinata educazione artistica. A Conselve vive e opera, nell’ambito delle attività culturali della Pro Loco, un bel gruppo di appassionati cineamatori, associati al Cine Club di Padova. Il loro lavoro (individuale o di gruppo, con una solidarietà invidiabile e utilissima) procede sulla base delle regolari, grandi operazioni cinematografiche, con tanto di sceneggiatura, testo, regia, sonorizzazione, speaker, doppiaggio, ecc. non senza rispettare perfettamente le esigenze del diverso tipo di filmato: dall’intervista, al documento storico, ai fatti di folclore paesano, alla sublimazione di un tema scientifico o di lavoro. Il 16 giugno del 1969, presso l’Hotel Oasi di Conselve, presenti numerosi amici, furono proiettati alcuni filmati e la manifestazione si concluse il 12 settembre con la premiazione degli otto concorrenti. Non mancò Alcide Salmaso e affermò che i partecipanti erano tutti degni del più sincero plauso. È significativo ed è un orgoglio che Conselve sia presente per simili manifestazioni. Perciò, ha voluto esprimere i propri giudizi, partendo dal primo classificato con il film “Carlo”, realizzato da Ferruccio Sabbion, conselvano ma residente a San Pietro Viminario. Tema quanto mai impegnativo il suo, svolto con una finezza non comune. Il tepore della poesia che anima la natura rimane soffocato ognor più dal freddo teorema del cemento che incarcera l’uomo, riducendolo senza più mistero, né infinito. Al secondo posto “Mietitura” di Ennio Mazzucco, conselvano. Il vecchio mondo fatto di aurore e tramonti, di sudate e sorsate, di melodia affettiva e naturale vitalità, rimane travolto dall’incalzare della macchina fatta di fughe e lampi, di polvere e logorio, di predominio e annientamento. Al terzo “Casa dolce casa” di Mario Silvani pure conselvano. C’era una volta un padre, una madre e… tanti figlioli, tutti belli, sani e piccolini. La più bella esperienza di vita è la paternità: una grande parentesi nel lungo cammino e che tutto investe l’essere umano. C’era caldo nel gran salone dell’Hotel Oasi, ma il film di Mario ha portato in tutti refrigerio. Autentici capolavori ci sono apparsi tutti gli altri films. Si è trattato di H² O realizzato da Rasia Dal Polo, Gemme di ghiaccio di De Michieli, La parabola di Mazzuccato, Occaso di Minto, Bassa marea dei fratelli Gloria e La volta Meravigliosa di Wetzl, presidente del Cine Club di Padova. L’Ugoletta d’oro era un concorso canoro riservato ai più piccini, divisi in due categorie: Juniores dai 3 ai 6 anni e Seniores dai 7 ai 10 anni. La manifestazione, organizzata dalla Pro Conselve, prevedeva il patrocinio e le adesioni presso i Padri Canossiani, le Suore Canossiane e la segreteria della Pro Loco, mentre la selezione delle voci che entrarono nella finalissima, tenutasi a febbraio, fu affidata a padre Andrea. Il tutto si svolse sabato 18 aprile, presso il cinema-teatro Marconi ed è stata una grande festa per i bambini, con la 23 43-44. Il 12 settembre del 1969 ecco la premiazione del Concorso cinematografico organizzato dalle Pro Conselve, dove sono presenti: il fotografo Silvio Silvani, il dott. Gino Meneghini, i vincitori Ennio Mazzucco e Ferruccio Sabbion, Ennio Gaia e il presidente della Pro Conselve dott. Michele Fossari. 44 43 generosa partecipazione dei genitori e di numeroso pubblico. Si esibirono, trepidamente sicuri, giovanissimi cantanti ai primi approcci con il microfono e con la presenza dei numerosi spettatori. L’accompagnamento musicale ha visto all’opera il complesso Conselve, capace di sostenere brillantemente la sua parte e degno di lode è stato anche il debutto de I Miserabili, un neonato gruppo di giovani musicisti. Da circa un anno, una decina di soci della Pro Loco frequentava il Cine Club Padova e martedì 12 maggio 1970, presso l’Hotel Oasi di Conselve, organizzarono in modo impeccabile una serata di film prodotti dai soci del club. Furono proiettati: La diga maledetta di Lorenzo Poli, Partita a scacchi a Marostica di Bruno Poli, Sing-sing in Papuasia di Tullio Gobbato, Il ponte di Augusta Marzemin, Praglia, piccolo mondo di Roberto Moyoli e Sacro e profano di Tiziano Zanetti. Tutti associati al Cine Club di Padova ed erano presenti un centinaio di spettatori che applaudirono ogni autore. Martedì 9 giugno, presso la sede di Padova, la giuria composta di 22 soci ha assistito alla proiezione dei 5 film partecipanti alla Bobina unica montaggio in macchina e ai 4 film inclusi nella Bobina di primavera 1970. Lo spoglio delle 22 schede ha dato alla categoria juniores i seguenti risultati: 1° Mario Silvani, con punti 183, che vinse il premio offerto dal Cine Club Vignola, 2° Giovanni Chiarlanti, con punti 144 e la medaglia di partecipazione. Invece, la Bobina di primavera 1970 ha visto Ferruccio Sabbion 1° classificato con il film Carlo – punti 196 e coppa del Comune di Padova, 2° classificato Ervino Wetzl con il film Eze, rocca del silenzio – punti 166 e medaglione C.C.P., 3° classificato Giorgio Donadel con il film Nel mio giardino – punti 163 e medaglia di partecipazione, 4° classificato Valentino Zanetti con il film Sicilia – punti 154 e medaglia di partecipazione. Martedì 16 giugno, alle ore 21,15, ancora presso l’Hotel Oasi si tenne una seconda serata di film presentati dai soci del C.c.p. che vide la partecipazione del solito numero di spettatori. Un avvenimento importante lo rilevò il Gazzettino nell’agosto del 1970, quando annunciò la prossima, definitiva sistemazione del Centro di lettura e della Biblioteca popolare comunale decisa dalla giunta municipale. Entrambi furono trasferiti nei locali di piazza Cesare Battisti, risolvendo uno dei tanti problemi trovati dagli amministratori, poiché in precedenza il Centro di lettura occupava una sala messa a disposizione dal padri Canossiani, ma si trattava di una sede non adeguata alle necessità. Da allora i frequentatori trovarono la disposizione di quattro locali di notevole capacità ed ampiezza e questo giovò anche alla Pro Conselve. Lo stesso articolo propose l’allestimento della quinta mostra fotografica presso i locali del municipio. E vincitori, precisò il cronista, sono: Valentino Ghiraldini con “Cadore” (bianco nero), Ferruccio Sabbion con “Architettura conselvana” (migliore foto sulla zona), Carlo Roccato con “Monetina” (diacolor). Ghiraldini e Roccato sono anche autori di foto segnalate. Nel mese di ottobre, l’assemblea del Cine Club di Padova rinnovò le cariche e, dopo la riconferma del presidente Ervino Wetzl, del vice Guido Mazzuccato e del segretario economo Valentino Zanetti, furono eletti i consiglieri: Giuseppe Rasia Dal Polo, Ferruccio Sabbion, Vittorio Poli e Agostino Zanardi. Quindi i revisori dei conti: Bruno Poli, Enzo De Michieli, Michele Trapletti, i probiviri Giovanni Fantini, Salvatore La Rosa e il presidente onorario Guido Pallaro. Il Cineclub di Padova era il primo nato in Italia, poiché contava quarant’anni e un numero di soci tra i più attivi ed anziani e, a livello nazionale, aveva già ottenuto l’assegnazione di un notevole numero di coppe e di medaglie. A Conselve, invece, la Pro Loco era presieduta dal dott. Michele Fossari, dal vice Giuseppe Archita, dal segretario Ennio Mazzucco e dai consiglieri: Filiberto Petranzan, Giorgio Gradella, Giorgio Trivellato, Adriano Bononi e Giovanni Chiarlanti.”